gatto gatto gatto gatto gatto gatto

gennaio 11, 2009

Ok quotidiano domenicale pre-serale, voglio un gatto, come se già non lo si fosse capito dal titolo del qui presente post. Voglio una di quelle bestie miagolanti, generatrici di pelo, rovina-divani e tende, ruffiane, stronze ecc ecc. Si aprono indi vari ordini di problemi a cui porre rimedio subitaneamente: primo, vivo con tre altri personaggi il cui gusto estetico spesso è perlomeno da discutere, ma al di la di questo, la convivenza con essi implica che non è assicurata la loro benevolenza in questa situazione. Secondo, vivo ad un secondo piano, non so bene un gatto come ci possa vivere ad un secondo piano, i gatti son vagabondi, tipo camionisti. Terzo, sarò mica allergico?! Bah, comunque sia, cristodio mi è venuta sto pallino di gatto, e adesso devo trovare il modo di farmelo passare, o prendendo un gatto, o una donna magari… no no, con il gatto e con la donna ci passo il tempo in modo diverso, tranquilli… Gatto gatto gatto gatto gatto… tutta colpa di Romeo e di Vera, la quale è peraltro scomparsa. Ahhh…

GENIALE, MAGNIFICO

gennaio 3, 2009

IL PESO ANALE DELL’EQUINO

dicembre 28, 2008

Parte la nuova esperienza corporativa, corporale, corpolibero. Parte a questo indirizzo, e sprofonderà le vostre certezze in un abisso di insicurezza buio come il.. beh, lasciamo perdere.. Il vostro contributo è fondamentale, è una rivoluzione del pensiero moderno, e la facciamo noi! Giubiliamone (che parole assurda, giubiliamone…) insieme come scolarette alle prime scoperte sessuali!

tra moglie e marito non mettere… Darth Vader

dicembre 27, 2008

Ogni parola sarebbe superflua, quindi… ENJOY IT!

Sole da mal di testa.. lo voglio, anzi, ne voglio due…e Boris, datemi del Boris!

dicembre 26, 2008

Ok, ok, è natale, roba che uno non riesce a starsene proprio tranquillo. Ma vabbé, pazienza. Non so assolutamente cosa potrei scrivere in questo post, solo mi sto crogiolando e gongolando in uno stato di noia totalizzante, e quindi ecco che finisco inesorabile qui, posto che da un po’ avevo trascurato. Mi dispiace, vorrei scrivere di più, avere più tempo per farlo, e più idee da buttarci dentro. Quelle vengono e passano ad una velocità vergognosa, imbarazzante quasi. Allora di solito quando succede che mi dimentico cosa volevo scrivere di così eccezionale mi fumo una cicca, mi gratto dietro la testa e metto da parte l’idea di postare qualcosa.

Però vorrei che ci fosse del gran sole, di quelli che, porca maiala, ti fa fin male la testa da quanto son forti. Sono stufo di nebbie e storiacce così. Voglio sole, magari anche un freddo che ti gela i cabasisi, ma col sole cristodio!

Evito subitaneo i seguenti argomenti per questioni relative a decenza, etica, morale, noia: i ladri che mi sono entrati in casa pochi giorni fa, morbidezza e genere femminile, sesso, lavoro (si si, porcaccia schifosa, firmato il contratto, lavoro per i cattivi, ma tralascio per ora, ancora non me la sento di dire certe cose!).

Mi sa che sul serio adesso vado a fumarmi una cicca nella stronzissima bufera di vento e neve che si è abbattuta su questo buco di culo di paese. E quando torno dentro non ho nemmeno una puntata di Boris da guardare, le ho finite tutte. Se non conoscete Boris, beh, riparate subito, una serie geniale e spettacolarmente divertente, illuminante e di rapida visione.

opera prima cooperativa

novembre 12, 2008

The Trench Tale

***

Ci sono giorni in cui un Trench ti da un’aria di allegria e altri, grigi e umidi, in cui zuppo d’acqua ti ricorda solo che c’è un pianista che suona un pezzo su di un battello che scorre lento sul Danubio, non suona per i turisti, non suona per le coppie di innamorati, non suona per le personalità del suo Paese, suona solo per se stesso. E pensare che una volta suonava per la sua donna.

Pioggia e vento, a Budapest, sul Danubio un grigiore tristissimo. Su un battello un pianista suona un brano chiamato “Lost in love” e pensa che anche quella sera tornerà a casa e la troverà vuota. Una donna, senza trucco, in riva al fiume, con un trench guarda passare il battello e pensa che anche quella sera tornerà a casa e la troverà vuota. I piccioni volano sopra i tetti di Budapest, sul palazzo reale, sul parlamento, passano a pelo d’acqua: nulla è mai stato più grigio di quella giornata. Il pianista suona solo quel brano, tutto il giorno, tutti i giorni. E’ molto bravo a suonare, ma le sue dita si muovono solo per quel pezzo. Leggi il seguito di questo post »

Eroi italioti…

novembre 9, 2008

VAFFANCULO ITALIA

ottobre 31, 2008

Ci sono cose che non dovrebbero accadere, che non dovrebbero avere accesso alla sfera dell’esistenza, e rimanere invece confinate nel baratro di assurdità della mente devastata dalla perversione di qualche idiota italico. In un momento più buio di molti altri, che già di per sé non erano sorridenti, tra rivolte di piazza, crisi finanziarie mondiali, un governo che già chiamarlo governo si fa un torto alla decenza (sarebbe meglio chiamarlo Grande Circo Bulgaro), pensate che c’è in giro chi non trova di meglio da fare che, invece di fare informazione come cristo si deve per tentare di risollevare il tenore culturale di un’Italia ignorante come un mezzo chilo di sterco bovino, si fa balenare la malsana idea di schiaffare sugli schermi dell’idiota medio italico individui che nella più completa realtà dei fatti sono PERICOLOSE MENTI CRIMINALI. Mi riferisco in modo specifico all’articolo pubblicato su corriere.it, il quale mi ha rovinato questa stupenda giornata di pioggia facendomi sapere che Licio Gelli, il Maestro Venerabile della P2, condurrà un programma tv su odeon tv. Realmente, non so proprio cosa dire, non riesco a elaborare un concetto di senso compiuto, non ce la faccio proprio. Si aggiunga che il completo imbecille che ha partorito questa idea, non pago del danno che sta causando, ha deciso di spedire in onda, insieme ad una delle menti più pericolose che il panorama italiano abbia mai conosciuto, anche uno chiamato Andreotti (al processo per mafia dichiarato NON innocente, NON innocente, bensì colpevole ma il reato ormai era prescritto. La cosa implica che sia stata riconsociuta la sua associazione mafiosa e la sua colpevolezza per i capi di imputazione: NON innocente!) e un altro figuro di nome Marcello Dell’Utri, i cui procedimenti giudiziari sono rinvenibili al link wikipedia postato. Non sono cosa aggiungere, non riesco ad essere lucido a sufficienza. Tutto quello che riesco a pensare è VAFFANCULO ITALIA, SEI UN PAESE SCHIFOSO!

Breve trattato epistemologico sul concetto di discrasia inter-sessuale

ottobre 7, 2008

Cari naviganti e pirati informatici, lo spunto per tale saggio breve, almeno così spero per voi, mi viene dall’articolo, pubblicato dalla mia carissima amica Red, che potete leggere qui. Prima che mi dimentichi, e qui mi rivolgo esplicitamente a te, mia cara, vorrei esprimere il mio ribrezzo nel venire accostato ad un muratore spagnolo, e sull’argomento non ho null’altro da dire. Oggetto del dibattimento in questione, cari tutti, è il lugubre insudiciarci le meningi con problematiche del tipo “gli uomini sono dei maiali sessuomani”, senza dimenticare certo “le donne se la tirano un casino ma alla fine sono tutte zoccole”, e via dicendo, sia in una direzione che nell’altra. L’interessantissimo post di cui più sopra analizza la fenomenologia del “ehi gnocca”, pratica abitudinaria del maschio medio atta a mostrare il proprio interesse nei confronti dell’altrui femmineo esemplare umano (si tralascia sia nella sede di cui sopra, sia in questa, la diatriba avente luogo laddove si innescano pratiche omosessuali, per pura ignoranza, da parte di chi scrive, del tema). La suddetta pratica del manifestare il proprio parere, come dicevasi, è molto diffusa a livello sociale, e consta di una fase di analisi e di una fase di esternazione concettuale. Al di la di tale differenziazione, di carattere puramente accademico, di conseguenza di una noia mortale, l’aspetto che realmente rileva ai fini del nostro ragionamento riguarda esplicitamente la citazione di seguito: “Sappiate che non a tutte le donne fa piacere. Prima di tutto dipende dal soggetto che emette il commento, ad esempio se si tratta di un individuo viscido le cui fattezze riconducono più ad una larva che a un essere umano, può non essere gradevole” (tratto dal medesimo post). Non sostengo, ben lungi dall’applicarmi in una simile pratica, che una donna provi piacere nel sentirsi apostrofare con termini che, con buona approssimazione, il Devoto Oli del 1990 non annoverava all’interno della lingua italiana, termini quali “figa”, “gnocca”, “sgnacchera”, etc. La relativa volgarità di questi esempi, come pure di tutta una serie di altre espressioni in linea con essi, suggerisce già di per sé che sarebbe opportuno, per il maschio pene-munito in questione, almeno una riflessione moderatamente più accurata atta ad una scelta più tarata di cosa dire. Tuttavia, il nocciolo della questione, o se preferite, il focus reale della situazione, consta di ben altro. Come esplicitamente espresso dalla mia dotta amica, molto dipende dal soggetto da cui proviene l’apprezzamento, o quantomeno, il commento. Se è un essere viscido allora non va bene. Se è brutto (parlasi di fattezze nel post), non va bene, insomma. Amica cara, sai bene l’affetto e la stima che provo per te, ma in questa sede non mi sento in grado di esimermi dal sottolineare tale punto, a dir poco scabroso, del tuo ragionamento. Infatti, e il negarlo sarebbe un insulto alla razionalità illuministica su cui la società moderna fonda il proprio riprodursi quotidiano, il medesimo commento, si prenda a titolo meramente esemplificativo il termine “figa”, può dar adito a differenti reazioni emotive, come pure fisiche, da parte del soggetto ricevente, in tal fattispecie femminile. Se il soggetto sorgente è, perdonatemi la rilassatezza sintattica, un cesso, allora la reazione è di ribrezzo, schifo, lontananza, a tratti paura. Tuttavia, se il medesimo apostrofare proviene dalla favella affascinante di un ragazzo curato fisicamente, a cui la natura ha concesso la bellezza dei tratti somatici, allora, almeno in un 98% della casistica, la femmina, pur mostrandosi infastidita al suono delle due sillabe in questione, si fa tronfia e gonfia il petto, come a dire “si lo so, e sappi mio caro, che al mondo sono l’unica a possederla”. Sottolineato ciò, aggiungo brevemente solo un’altra cosuccia, riguardante la famigerata eleganza che la donna moderna va ricercando nel maschietto sua preda. Mi si permetta una seconda caduta, penosa tra l’altro, di stile, e mi si conceda di dire solo: puttanate. Siamo onesti, pienamente, è un’idiozia grande come una casa, e lo dico da persona, tu sai bene, che tiene parecchio a trattare con i guanti le donne che lo circondano. I tempi sono bui e non è più tempo per un bel principe a cavallo che sguaina la spada in segno di protezione, puntandola diritto alla giugulare del cattivone di turno. Io, da parte mia, continuerò ad affilare la lama, perché solo così sono capace di agire, ma nella consapevolezza che ciò non mi porterà altro che fatiche molto maggiori di quelle che altri patiranno. Per concludere voglio cascare nel più bieco qualunquismo e suggerire a te, come pure a tutte le lettrici che inciampano in questo luogo, che la favella è un bene di cui la natura ha dotato, in perfetta eguaglianza di misura, sia l’uomo che la donna, e che quest’ultima è ben lungi dall’essere talmente moralmente superiore al primo da rifiutarsi di esprimere il proprio pensiero.

A me quelli impettiti stanno proprio sul cazzo

ottobre 3, 2008

Una delle frasi più belle che io abbia mai letto in tutta la mia carriera di aggueritissimo lettore è la seguente: “se ne sta (riferito ad un personaggio del libro) tutto impettito come se avesse cagato una colonna” (preso da “Sotto i venti di nettuno”, di Fred Vargas). Ecco, insomma, questa frase riassume esattamente la costernazione dalla quale mi vedo sopraffatto laddove mi ritrovo a contatto con uno impettito. A me la gente impettita sta sul cazzo. Ma un casino, una roba che non c’avete idea. Mi viene tutta una specie di ovosodo che non va ne su e ne giù (grazie cinema italiano), un prurito dentro, alla bocca dello stomaco. Cazzo, dico io, la morbidezza deve essere il valore guida del terzo millennio, no conficcarsi un paletto nell’ano! La morbidezza miei cari naviganti, la morbidezza, ricordatevelo, che se siete morbidi allora tutto diventa molto più semplice, a parte quando il classico tizio impettito si incazza come una pantera perché gli date sui nervi… beh, li diventa ancora più divertente, ma se volete un consiglio non abusate di questi poveretti, non è educato…


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